Come chiudere una società (liquidazione): guida completa 2026

Documenti legali per la liquidazione e chiusura di una società italiana
Iter di liquidazione volontaria e cancellazione dal Registro delle Imprese.

Chiudere una società è una decisione che richiede una pianificazione attenta e la conoscenza degli adempimenti previsti dalla legge italiana. Che si tratti di una SRL, di una SpA o di un’impresa individuale, il percorso di liquidazione e cancellazione comporta obblighi civilistici, fiscali e amministrativi ben precisi. In questa guida aggiornata al 2026 vediamo come affrontare ogni fase: dallo scioglimento alla cancellazione dal Registro delle Imprese.

Che cosa significa chiudere una società?

Chiudere una società significa avviare il procedimento di scioglimento e liquidazione che porta alla cessazione della persona giuridica. Il Codice Civile (artt. 2484–2496) disciplina le cause di scioglimento e l’intero iter liquidatorio per le società di capitali (SRL e SpA).

Le cause di scioglimento più comuni includono:

  • Delibera dell’assemblea dei soci (la più frequente)
  • Decorso del termine di durata della società
  • Conseguimento dell’oggetto sociale o impossibilità di conseguirlo
  • Riduzione del capitale al di sotto del minimo legale senza reintegro
  • Impossibilità di funzionamento dell’assemblea
  • Altre cause previste dallo statuto

Attenzione: prima di avviare la liquidazione, valuta se non sia più conveniente stimare il valore della tua azienda e considerare la vendita. Molti imprenditori sottovalutano il valore di clienti, avviamento e know-how accumulati negli anni.

Le modalità per chiudere una società in Italia

L’ordinamento italiano prevede diverse strade per chiudere una società, a seconda della situazione patrimoniale e delle esigenze dei soci.

1. Liquidazione volontaria

È la procedura ordinaria: i soci deliberano lo scioglimento e nominano un liquidatore che realizza l’attivo, paga i debiti e distribuisce l’eventuale residuo. È disciplinata dagli artt. 2484–2496 del Codice Civile.

2. Liquidazione giudiziale (ex fallimento)

Quando la società è insolvente, il Tribunale può aprire la liquidazione giudiziale ai sensi del D.Lgs. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza). Il curatore nominato dal giudice gestisce l’intero processo. Approfondisci le opportunità per chi acquista in questa fase nella nostra guida su comprare un’azienda in liquidazione giudiziale.

3. Composizione negoziata della crisi

Per le imprese in difficoltà ma non ancora insolventi, il D.L. 118/2021 (confluito nel Codice della Crisi) ha introdotto la composizione negoziata: un percorso volontario e riservato per trovare una soluzione con i creditori, evitando la liquidazione giudiziale.

4. Cessione dell’azienda o delle quote

L’alternativa alla chiusura: vendere l’intera azienda (cessione d’azienda) o le quote/azioni della società a un acquirente. Spesso è la scelta più vantaggiosa sia dal punto di vista economico che fiscale.

Modalità Tempi indicativi Costo orientativo Adatta a
Liquidazione volontaria 6–18 mesi € 3.000–10.000 Società solventi che cessano l’attività
Liquidazione giudiziale 1–5 anni A carico della massa Società insolventi
Composizione negoziata 3–12 mesi € 5.000–20.000+ Imprese in difficoltà, non ancora insolventi
Cessione azienda / quote 1–6 mesi Variabile (spesso netto positivo) Società con valore d’avviamento

Liquidazione volontaria: procedura passo per passo

La liquidazione volontaria è la modalità più diffusa per chiudere una società in regola con i pagamenti. Ecco le fasi principali, con i riferimenti normativi.

Fase 1 – Preparazione

  1. Consultare un commercialista e/o un avvocato per valutare la convenienza della liquidazione rispetto alla vendita
  2. Completare i contratti in corso e riscuotere i crediti
  3. Gestire i rapporti di lavoro secondo le norme vigenti (preavviso, TFR)
  4. Disdire contratti di locazione, leasing, utenze e abbonamenti
  5. Aggiornare la contabilità e predisporre la situazione patrimoniale

Fase 2 – Delibera assembleare e nomina del liquidatore

  1. Convocare l’assemblea dei soci (o assemblea straordinaria per SpA)
  2. Deliberare lo scioglimento della società ai sensi dell’art. 2484, n. 6, c.c.
  3. Nominare uno o più liquidatori (art. 2487 c.c.), indicandone poteri e compenso
  4. Redigere il verbale notarile della delibera
  5. Depositare la delibera presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio entro 30 giorni

Fase 3 – Attività di liquidazione

  • Il liquidatore subentra agli amministratori nella gestione della società
  • Viene redatto l’inventario iniziale e il primo bilancio di liquidazione
  • Il liquidatore realizza le attività (vendita beni, incasso crediti) e paga i debiti
  • Vengono presentate le dichiarazioni fiscali del periodo (IRES/IRPEF, IVA, IRAP)
  • Il liquidatore predispone il bilancio annuale di liquidazione se il processo dura oltre un esercizio

Fase 4 – Bilancio finale e cancellazione

  1. Il liquidatore redige il bilancio finale di liquidazione (art. 2492 c.c.) e il piano di riparto
  2. Il bilancio finale viene depositato presso il Registro delle Imprese
  3. I soci hanno 90 giorni per impugnarlo; decorso il termine, si intende approvato
  4. Il liquidatore distribuisce l’eventuale residuo ai soci
  5. Viene richiesta la cancellazione dal Registro delle Imprese (art. 2495 c.c.)
  6. La società cessa di esistere come soggetto giuridico

Costi per chiudere una SRL o SpA nel 2026

I costi variano in base alla complessità della società e alla durata della liquidazione. Ecco una stima per una SRL di dimensioni medio-piccole:

  • Notaio (verbale di scioglimento e nomina liquidatore): € 1.000–2.500
  • Diritti camerali (deposito delibera, bilancio finale, cancellazione): € 200–400
  • Imposta di bollo e tassa di concessione governativa: € 300–500
  • Commercialista (bilanci di liquidazione, dichiarazioni fiscali): € 2.000–5.000
  • Compenso del liquidatore (se esterno): € 2.000–8.000

Totale indicativo: da circa € 3.500 per una SRL semplice fino a € 10.000–15.000 per società con strutture patrimoniali più complesse o con contenzioso in corso.

Per una SpA i costi sono generalmente più elevati, soprattutto per gli adempimenti notarili e il compenso del liquidatore, potendo superare i € 20.000.

Aspetti fiscali della chiusura

La chiusura di una società comporta una serie di adempimenti fiscali che devono essere gestiti con attenzione per evitare sanzioni.

Tassazione delle somme distribuite ai soci

Le somme ricevute dai soci in sede di liquidazione sono disciplinate dall’art. 47, comma 7, del TUIR (D.P.R. 917/1986). La differenza tra quanto percepito e il costo fiscale della partecipazione costituisce reddito di capitale o plusvalenza, tassata al 26 % (imposta sostitutiva per le persone fisiche). Per approfondire la tassazione sulla vendita d’azienda, consulta la nostra guida dedicata.

Dichiarazioni fiscali finali

  • Dichiarazione dei redditi (IRES per SRL/SpA): va presentata per il periodo fino alla data di cancellazione
  • Dichiarazione IVA: ultima dichiarazione con chiusura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate
  • Dichiarazione IRAP: da presentare per l’ultimo periodo d’imposta
  • Modello 770: se sono state effettuate ritenute (dipendenti, professionisti)

Chiusura della partita IVA

Il liquidatore deve comunicare la cessazione dell’attività all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla chiusura della liquidazione, utilizzando il modello AA7/10 (per le società). La mancata comunicazione può comportare sanzioni da € 500 a € 2.000.

Esempio pratico: liquidazione di una SRL

Vediamo un caso concreto per comprendere meglio costi e tassazione.

Situazione iniziale: Mario e Luca sono soci al 50 % di una SRL con capitale sociale di € 10.000 (€ 5.000 ciascuno). L’azienda ha cessato l’attività e i soci decidono di procedere alla liquidazione volontaria.

Voce Importo (€)
Attivo patrimoniale (cassa + crediti) 80.000
Debiti residui – 28.000
Costi di liquidazione (notaio, commercialista, diritti) – 5.000
Residuo da distribuire ai soci 47.000
Quota per ciascun socio (50 %) 23.500
Costo fiscale della partecipazione per socio 5.000
Plusvalenza imponibile per socio 18.500
Imposta sostitutiva 26 % 4.810
Netto effettivo per socio 18.690

Nota: se Mario e Luca avessero venduto le quote a un acquirente interessato all’avviamento, avrebbero potuto ottenere un corrispettivo superiore al semplice valore patrimoniale, riducendo l’impatto fiscale complessivo. Scopri se un’azienda può comprare da un privato e come funziona la cessione.

Alternativa: vendere l’azienda invece di chiuderla

Prima di procedere alla liquidazione, è sempre consigliabile valutare la vendita dell’azienda o delle quote societarie. Molti imprenditori non considerano che clienti, contratti, marchio, personale qualificato e know-how hanno un valore di mercato spesso superiore al semplice patrimonio netto.

I vantaggi della vendita rispetto alla liquidazione:

  • Maggior ricavo: il prezzo di cessione include l’avviamento (goodwill), che si perde con la liquidazione
  • Efficienza fiscale: la cessione di quote tra persone fisiche è tassata al 26 %, ma strutture con holding possono beneficiare del regime PEX (participation exemption), con esenzione del 95 % della plusvalenza (art. 87 TUIR)
  • Continuità aziendale: i dipendenti mantengono il posto di lavoro, i clienti continuano a ricevere il servizio
  • Tempi più rapidi: una vendita ben preparata si conclude spesso in 2–4 mesi

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Domande frequenti (FAQ)

Quanto tempo serve per chiudere una SRL?

La liquidazione volontaria di una SRL richiede mediamente 6–18 mesi, a seconda della complessità del patrimonio e della rapidità con cui si realizzano le attività e si estinguono i debiti. Il deposito del bilancio finale e la cancellazione dal Registro delle Imprese segnano la fine del processo.

È possibile chiudere una società senza notaio?

No, per le società di capitali (SRL e SpA) la delibera di scioglimento e la nomina del liquidatore richiedono un verbale redatto da notaio, che viene poi depositato presso il Registro delle Imprese. Per le società di persone (SNC, SAS) è possibile procedere con scrittura privata autenticata.

Che cosa succede ai debiti della società in liquidazione?

Il liquidatore ha l’obbligo di pagare tutti i debiti della società con l’attivo disponibile. Se le passività superano le attività, il liquidatore deve richiedere l’apertura della liquidazione giudiziale (art. 2486 c.c. e D.Lgs. 14/2019). I soci di una SRL non rispondono con il patrimonio personale, salvo casi di responsabilità per mala gestio.

Quanto costa chiudere una SRL nel 2026?

Per una SRL semplice, i costi complessivi si aggirano tra € 3.500 e € 10.000, comprensivi di notaio, commercialista, diritti camerali e compenso del liquidatore. Per società più complesse o con contenzioso, i costi possono superare i € 15.000.

Conviene vendere l’azienda o liquidarla?

Se l’azienda ha clienti attivi, contratti in corso, dipendenti o un marchio riconosciuto, la vendita è quasi sempre preferibile. Il prezzo di cessione include l’avviamento, che andrebbe perso con la liquidazione. Inoltre, la cessione di quote può beneficiare di regimi fiscali agevolati tramite holding (PEX). Pubblica il tuo annuncio su Postoimprese.it per trovare acquirenti interessati.

Quali dichiarazioni fiscali bisogna presentare alla chiusura?

Il liquidatore deve presentare la dichiarazione dei redditi (IRES), la dichiarazione IVA con chiusura della partita IVA, la dichiarazione IRAP e, se applicabile, il modello 770. Tutte le dichiarazioni coprono il periodo fino alla data di cancellazione della società dal Registro delle Imprese.

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