
Rilevare un ristorante già avviato è una delle vie più rapide per entrare nel settore della ristorazione in Italia: si eredita un locale attrezzato, una clientela consolidata e — se la due diligence è fatta bene — un flusso di cassa dal primo giorno. Tuttavia, comprare un ristorante significa anche assumersi rischi specifici: debiti occulti, licenze non trasferibili, contratti di locazione sfavorevoli e obblighi verso il personale. In questa guida analizziamo ogni aspetto critico dell’operazione, con i riferimenti normativi italiani aggiornati al 2026.
Chi vuole rilevare un ristorante in Italia ha due strade principali:
Per un confronto dettagliato tra le due strutture, consulta la guida share deal vs asset deal.
L’avviamento (goodwill) è la componente più delicata del prezzo. Non esiste una formula unica, ma nella ristorazione italiana si utilizzano prevalentemente due metodi:
Fattori che alzano il multiplo: posizione di pregio, contratto di locazione lungo con canone sotto mercato, recensioni eccellenti (Google Maps ≥ 4,3 stelle), licenza di somministrazione con dehors già autorizzato. Fattori che lo abbassano: dipendenza da un singolo chef/titolare, margini sotto il 10 %, contenziosi pendenti. Per una trattazione completa, vedi valutazione aziendale.
La ristorazione in Italia è un’attività soggetta a molteplici autorizzazioni. Prima di firmare qualsiasi impegno vincolante, verificate che il ristorante disponga di tutto quanto segue — e che ogni titolo sia effettivamente trasferibile.
L’attività di somministrazione è disciplinata dalla L. 287/1991 e dalle normative regionali. L’esercizio si avvia mediante SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presentata al SUAP del Comune. Il subentrante deve presentare una nuova SCIA a proprio nome entro la data di decorrenza della cessione. Requisito fondamentale: possedere l’abilitazione SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande, ex REC), ottenibile tramite un corso abilitante di circa 100-130 ore presso un ente accreditato dalla Regione, oppure dimostrando almeno due anni di esperienza nel settore negli ultimi cinque anni.
Il locale deve rispettare i requisiti del Reg. CE 852/2004 (pacchetto igiene). Al subentro, è necessario aggiornare la registrazione sanitaria presso l’ASL/ATS competente (notifica ai sensi del Reg. CE 852/2004, art. 6). L’acquirente deve predisporre un proprio piano di autocontrollo HACCP e assicurarsi che tutto il personale abbia una formazione igienico-sanitaria valida (ex “libretto sanitario”, oggi sostituito dagli attestati regionali).
Il nuovo titolare assume immediatamente il ruolo di datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Ciò comporta: nomina dell’RSPP, redazione o aggiornamento del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi), formazione obbligatoria dei lavoratori. Per locali con capienza superiore a 100 persone o con superficie superiore a determinati limiti è obbligatoria la SCIA antincendio ai sensi del D.P.R. 151/2011 presso i Vigili del Fuoco.
Il contratto di locazione è spesso l’asset più prezioso — e più rischioso — di un ristorante. In Italia, le locazioni commerciali sono disciplinate dalla L. 392/1978:
Clausole da controllare attentamente: limitazioni d’uso del locale, obblighi di ripristino a fine locazione, canone con indicizzazione ISTAT oltre il 75 % (frequente nei contratti recenti), eventuali deroghe pattizie alla L. 392/78 che potrebbero penalizzare il subentrante.
Uno degli aspetti più sottovalutati di chi vuole comprare un ristorante è la gestione del personale. L’art. 2112 del Codice Civile stabilisce che, in caso di trasferimento d’azienda, i rapporti di lavoro proseguono automaticamente con il cessionario. Questo significa:
Cosa fare in pratica: richiedere al venditore l’elenco completo del personale con CCNL applicato (solitamente CCNL Turismo/Pubblici Esercizi), livelli di inquadramento, anzianità, costo lordo annuo e situazione TFR. Verificare l’esistenza di eventuali accordi integrativi aziendali e la regolarità delle posizioni INPS e INAIL. È consigliabile concordare in sede di contratto di compravendita una clausola di manleva per debiti contributivi pregressi.
Prima di formalizzare l’offerta, raccogliete e verificate ogni elemento della tabella seguente. Nessuno di questi punti è facoltativo: ognuno può nascondere un costo imprevisto o un ostacolo all’operazione.
| Area | Documento / Verifica | Dove reperirlo |
|---|---|---|
| Contabile | Bilanci ultimi 3 esercizi, dichiarazioni IVA, situazione debiti tributari | Commercialista del cedente, Cassetto fiscale Agenzia Entrate |
| Contabile | EBITDA rettificato (depurato da costi personali del titolare) | Calcolo su dati di bilancio |
| Legale | Visura camerale aggiornata, eventuali protesti o procedure concorsuali | Camera di Commercio / Registro Imprese |
| Legale | Contratto di locazione in corso e relative comunicazioni | Cedente / locatore |
| Legale | Contratti di fornitura, leasing attrezzature, finanziamenti in essere | Cedente |
| Licenze | SCIA somministrazione, abilitazione SAB del titolare | SUAP Comunale |
| Licenze | Registrazione sanitaria ASL (Reg. CE 852/2004) | ASL/ATS competente |
| Licenze | SCIA antincendio / CPI (se applicabile) | Vigili del Fuoco |
| Personale | Elenco dipendenti, buste paga, CCNL applicato, TFR accantonato, DURC | Cedente / Consulente del lavoro |
| Immobile | Conformità urbanistica e catastale del locale, agibilità | Comune / tecnico abilitato |
| Operativa | Inventario attrezzature con stato d’uso, manutenzioni programmate | Cedente, verifica in loco |
| Reputazione | Recensioni Google/TripAdvisor, storico segnalazioni ASL | Piattaforme pubbliche, accesso agli atti |
Per un approfondimento completo su come condurre una due diligence, consultate la nostra guida dedicata.
Vediamo un caso realistico per dare concretezza ai numeri.
Oggetto: trattoria nel quartiere Isola a Milano, 50 coperti, fatturato annuo 480.000 €, EBITDA 72.000 € (margine 15 %), 6 dipendenti (2 cuochi, 2 camerieri, 1 lavapiatti, 1 part-time), contratto di locazione 6+6 con canone di 3.800 €/mese, scadenza primo periodo tra 4 anni.
| Voce | Importo (€) | Note |
|---|---|---|
| Prezzo di cessione (avviamento + attrezzature) | 220.000 | Multiplo ≈ 3× EBITDA |
| Imposta di registro (3 %) | 6.600 | Applicata su avviamento e beni mobili |
| Notaio e spese legali | 4.000 – 6.000 | Atto di cessione + consulenza contrattuale |
| Corso SAB (se non già abilitato) | 800 – 1.200 | 100-130 ore, ente accreditato regionale |
| Aggiornamento HACCP + formazione personale | 1.500 – 2.500 | Piano autocontrollo + attestati |
| Piccole migliorie al locale | 10.000 – 25.000 | Tinteggiatura, sostituzione arredi usurati |
| Capitale circolante iniziale (scorte, cassa) | 8.000 – 12.000 | Materie prime, bevande, fondo cassa |
| Investimento totale stimato | 251.000 – 273.000 |
Conto economico mensile atteso (dopo il subentro):
Con un investimento di circa 260.000 € e un utile operativo annuo di circa 54.000 €, il payback period si colloca intorno ai 4-5 anni — in linea con la media del settore. L’operazione è finanziabile anche con il supporto del Fondo di Garanzia per le PMI (L. 662/96, gestito da Mediocredito Centrale), che può garantire fino all’80 % di un finanziamento bancario per l’acquisto.
La cessione d’azienda comporta rischi patrimoniali specifici che è fondamentale conoscere:
Per una panoramica sulle implicazioni fiscali della cessione, leggete la guida sulla tassazione della vendita d’azienda.
Il prezzo di cessione varia enormemente in base a posizione, fatturato e stato del locale. Per una piccola trattoria di quartiere si parte da 30.000-80.000 €; un ristorante ben avviato in centro città può costare 200.000-600.000 € o più. Al prezzo vanno aggiunti imposta di registro (3 %), spese notarili (4.000-6.000 €) e capitale circolante iniziale.
Sì. Per esercitare l’attività di somministrazione di alimenti e bevande è necessario possedere l’abilitazione SAB, ottenibile frequentando un corso regionale di 100-130 ore oppure dimostrando almeno due anni di esperienza nel settore negli ultimi cinque. Senza questo requisito non è possibile presentare la SCIA al SUAP.
Sì. L’art. 2112 c.c. prevede la continuazione automatica dei rapporti di lavoro in caso di trasferimento d’azienda. L’acquirente subentra in tutti i diritti e gli obblighi, inclusi anzianità e TFR maturato. Non è possibile licenziare i dipendenti per il solo fatto della cessione.
Dalla prima visita al completamento dell’operazione passano generalmente 2-4 mesi. La due diligence richiede 3-6 settimane, la negoziazione e il rogito 2-4 settimane, e l’ottenimento della nuova SCIA ha effetto immediato (salvo verifiche successive dell’amministrazione). È consigliabile concordare un periodo di affiancamento con il cedente di 2-4 settimane dopo il passaggio di proprietà.
Legalmente sì, a condizione di ottenere l’abilitazione SAB. Operativamente, è fortemente consigliato mantenere il personale di cucina esistente — soprattutto lo chef — e valutare l’ingresso di un socio con esperienza nel settore o l’affiancamento di un consulente di ristorazione per i primi 6-12 mesi.
Le opzioni principali sono: capitale proprio, finanziamento bancario (le banche richiedono solitamente il 20-30 % di apporto proprio), accesso al Fondo di Garanzia PMI (garanzia pubblica fino all’80 % del prestito), e saldo prezzo dilazionato concordato con il venditore. Quest’ultima formula è diffusa nei ristoranti a conduzione familiare e prevede il pagamento del 50-60 % al rogito e il saldo in 12-24 rate.
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